Nowhere Special di Uberto Pasolini è uno straordinario dramma senza fronzoli su un ragazzo padre malato terminale che cerca una famiglia per il suo bambino.

L’ultima fatica del regista del bellissimo Still Life infatti racconta di un ragazzo padre che, negli ultimi mesi di vita a causa di un tumore, decide di trovare la famiglia perfetta cui i servizi sociali daranno in adozione il suo adorabile bimbo una volta che egli non ci sarà più.

È inevitabile che la storia di Nowhere Special sia un vero turbinio di emozioni: all’insicurezza, l’amarezza, l’impotenza e la disperazione del genitore, fanno da contraltare i timidi sospetti e il senso di smarrimento di un bimbo che per piccolo che sia inizia inevitabilmente a capire che sta succedendo qualcosa che sfugge al suo controllo. Eppure – e qui interviene la mano incredibilmente elegante di Pasolini – un soggetto tanto strappalacrime è reso con una forma sorprendentemente asciutta e quasi severa, nonostante un profondo senso di dolcezza attraversi il metraggio riuscendo anche a sovrastare una malinconia da cui lo spettatore viene inevitabilmente travolto.